Ora, è l'amore | Un'uscita speciale di Narrative Queer
La founder di Narrative Queer sceglie di condividere il suo personale "San Valentino"
L’amore si trasforma con te
Nell’ultimo anno ho rivoluzionato tutto sull’amore e nel febbraio più libero di sempre, mi sento di averLo vissuto in diverse forme.
L’amore è sempre pronto a sorprenderti, se ti lasci sorprendere – da te.
Tutto è cambiato nel momento in cui, per la prima volta, mi sono concessa di guardarmi davvero: senza maschere e senza limiti.
Il lasciarmi lo spazio per essere, senza più giudizio, ha manifestato l’Amore in ogni persona che ho incontrato, negli ultimi mesi.
Quando ti vedi davvero, l’altr3 ti vede.
Entrare nel flusso del “qui e ora”, allontanare la mente per lasciare spazio alla vita che accade, senza piani pronti a scompigliare tutto, permette alle cose di allinearsi naturalmente.
Le sincroncità aprono il cuore e spesso l’incontro avviene proprio nell’amore che nutrite per voi stess3
Sorrido perché fino a un anno fa questo stato dell’essere lo avevo solo letto, o sentito raccontare e non lo sentivo affatto mio.
Concedersi libertà fa paura: significa fare spazio anche a tutto ciò che non conosci di te.
E quando qualcosa non la puoi controllare ne hai paura, timore – la rifiuti
Accettare tutte le parti di sé significa accogliere anche quelle dell’altr3 ed è soltanto così che si può aprire uno spazio di relazione e di cura.
L’amore come stato dell’essere
Tanto più ti concedi di essere presente nel tuo “qui e ora”, tanto più questo determinerà lo spazio che saprai sempre dedicare all’altrə.
Chiunque ess3 sia.
Ho così lasciato che la mia fluidità di genere incontrasse altre fluidità, ho provato diverse forme di amore per più persone allo stesso momento e le ho accolte senza dubbio come parti di me.
Le parti che mi sono sempre negata.
Perché in fondo, incasellare ed etichettare l’amore… a che pro?
Proprio adesso che incontro e reincontro l’amore dal punto esatto della mia più grande libertà.
La libertà di lasciarmi accadere, di concedermi di non avere piani, di non porre limiti emotivi e sentimentali all’incontro con l’altr3 e alle diverse forme del relazionarsi.
Perché quando senti sicurezza, manifesti sicurezza, e gli spazi “safe” sono il mio primo vero e proprio atto d’Amore in questo San Valentino che ho decostruito.
L’amore, per me oggi, non ha una sola forma: può essere asessuale o erotico, monogamo o non monogamo, fluido, queer, platonico, romantico, solitario o condiviso ma pur sempre libero.
Biografia di Giulia
Giulia Liotta nasce il 19 novembre 1992 a Siracusa, tra le più soleggiate città della Sicilia, dal caratteristico odore di salsedine.
A 18 anni si trasferisce a Pavia, dove consegue la laurea in “Comunicazione, Innovazione e Multimedialità”, specializzandosi poi a Napoli in Grafica e Marketing digitale.
Un percorso che, pur fornendole strumenti progettuali e comunicativi solidi, non risponde pienamente alla sua sensibilità verso i temi della cura e dell’indagine sociale.
Prosegue la formazione a Bologna con una magistrale in “Sociologia e Ricerca Sociale”, approfondendo i gender studies attraverso una tesi dal titolo “La città women friendly”.
Parallelamente lavora nel marketing digitale all’interno di agenzie, mantenendo attivo un percorso di scrittura e divulgazione orientato ai temi dell’identità e del doppio stigma.
Da questa traiettoria nasce Narrative Queer, di cui oggi è Founder e Art Director.
Oggi lavora come freelance nei settori healthcare, discipline olistiche e cultura e riattraversa la sociologia attraverso un Master in Arts Therapies.
Supporta Narrative Queer
La rubrica fa parte di Narrative Queer, un progetto indipendente nato dal desiderio di coltivare benessere psicologico e senso di comunità attraverso la condivisione di esperienze non normative.




